-Sono Giorgia.
-Salite pure disse Penny.
Una volta in casa, una bella casa, un ampio appartamento ben arredato, in stile moderno, Greta si mise a giochichiare con Marcolino. Marcolino , il cuginetto di Greta aveva pochi mesi. Ma dalle braccia della madre che lo reggeva in braccio, sgambettava allegramente e sorrideva compiaciuto. Come se avvertisse aria di famiglia. Così piccolo e sembrava che adorasse Greta. Greta si sedette sul divano in pelle beige , davanti alla tv, che a quell'ora del pomeriggio trasmetteva cartoni su un'emittente scelta per l'occasione. E tenne un pò in braccio Marcolino. Così, come un bambolotto. Penny approfittò per andare in cucina a fare una tisana. Dentro cui inzuppare dei biscotti al cioccolato appena fatti. Penny era più in carne della sorella, forse a causa delle recente gravidanza. Qualche bigodino ancora in testa, in mezzo ai capelli castani e lunghi.
Parlarono un pò di questo e un pò di quello, della spesa al Carrefour, dei riscaldamenti troppo alti, dell'ultima puntata de Il Grande Fratello Vip e di come fosse simpatico quel Signorini lì. Fuori c'era la Pandemia, Milano era considerata zona a rischio, vigeva l'obbligo della mascherina ma nessuna delle sue sorelle la indossava.
-Dov'è Giacomo? Chiese Giorgia a sua sorella. Penny era di qualche anno più piccola di lei ed era al settimo cielo per la recente maternità, attesa a lungo. Giacomo, il marito di Penny, era un bancario e a quell'ora era chiuso in camera a lavorare online per la sua banca. Le banche erano chiuse, ricevevano clienti solo su appuntamento e solo di mattina.
-Giacomo è di là che lavora. In tutta comodità, dal suo studio, disse Penny.
Tra una partita di play station e la chiusura di un contratto, tra le varie transazioni e spostamenti di denaro altrui online e il superenalotto online. Ogni tanto, fra la chiusura di una pratica e l'altra, Giacomo, abbandonava il suo pc e si sedeva sul suo divano in pelle nera scolandosi qualche lattina d birra ghiacciata appena tirata fuori dal suo frigo personale. Più che lo studio di un bancario sembrava l'ingresso del pied a terre di una escort di quei tempi moderni.
-Allora, come va, sorella? Chiese Giorgia.
-Bene, dai. Io sono a casa dal lavoro (Penny faceva l'agente immobiliare), mi godo la famiglia. Tanto Giacomo porta abbastanza danè a casa per tutt'e due. Te, invece, come va?
-Solita vita. Adesso al lavoro il mio capo, che dico, I MIEI CAPI, vogliono che mi metta questa cavolo di mascherina. Che non mi fa nemmeno respirare bene. E' una cosa da pazzi. E tutto per una cosa da niente.
-Oddio, la Televisione parla di almeno 600 morti al giorno.
-Tutte bufale. Dovevano morire lo stesso. In fin dei conti che sono 600 morti su 60 milioni di abitanti? Nulla. L'ennesimo spauracchio creato ad arte per tenerci buoni buoni e a testa bassa. Poi loro, i miei capi...Te li raccomando. Una manica di ebrei pieni di soldi. E li moltiplicano ogni giorno. Sai che affari con questi finanziamenti a pioggia del governo? E loro si occupano di recuperarli per i loro clienti, lucrandoci su. Questa specie di virus è un business, altro che.
-E Greta? Chiese Penny.
Greta era ancora sul divano e giocava con Marcolino. Lo considerava un pò il suo bambolotto vivente.
-Greta , boh...Si, dai, sta bene. Per il momento fa scuola da casa, al computer. A scuola la volevano fare entrare solo con la mascherina. Ma questi sono scemi. Sai che traumi creeranno a sti bambini?
-Non starai esagerando , un pò?
-No, perchè. Anzi, sono moderata, disse Giorgia.
-E...Dì un pò, con il tuo ex come va? La stuzzicò Penny.
-Non sopporto di vederlo pendere dalla labbra di quella sciacquetta extracomunitaria. Si è proprio rimbambito. Stai molto attenta che può succedere anche a te.
-No, ma va, che dici? Giacomo non ha di questi grilli per la testa. Non mi cerca quasi più, adesso che c'è Marcolino. Dormiamo e basta. Anche perchè siamo stanchi morti, sempre.
-Piuttosto, aggiunse Penny, riguardo a te, non è il momento di guardarsi intorno? Sei sempre molto bella, chissà a quanti fai girare la testa!
-Sì...Ci sto pensando. Ma non voglio concedermi ad uno qualsiasi. E poi c'è Greta. Pensi sia facile trovare un uomo che si prenda una con un figlio? Figa per quanto io possa essere?
-Uhm...Fece Penny.
-Sto parlando di qualcuno che abbia anche una posizione... Cavolo, se mi devo concedere non mi metto certo con un operaio?
-Dipende dall'operaio, disse Penny. Ci sono operai specializzati che guadagnano più di un bancario.
-Hai capito cosa voglio dire, disse Giorgia.
-Ma com'è poi, che siete arrivati a separarvi? Non me l'hai mai detto, chiese inaspettatamente Penny.
-Mario è sempre stato uno senza attributi. In ufficio si è fatto sopravanzare da tutti. E dire che è un'azienda che si occupa di smaltimento dei rifiuti. Tecnicamente era un colletto bianco degli spazzini. Poi queste sue abitudine di volermi coinvolgere in questi balli latini...Io non ne volevo sapere. Mi hanno sempre fatto schifo, i balli latini. Aggiungiamo che mi criticava su tutto. Sul fatto che ero vegetariana, sui vaccini...Lui voleva farli fare tutti, a Greta. La voleva far bombardare di questa roba di cui nessuno conosce il contenuto. Negli ultimi tempi non mi cercava più. Avevo capito che si era fatta l'amante. Rincasava tardi e sempre fischiettante.
-Ma tu non facevi niente per rimettere le cose a posto?
-E che avrei dovuto fare?
-Che ne so, stuzzicarlo un pò: completini sexy, piccole accortezze, andare in una beauty farm insieme, qualche aperitivo la sera...cose così...
-L'uomo è lui. Tutte queste cose sarebbero dovute venire da lui. E lui è sempre stato il tipo d'uomo che voleva essere servito e riverito. Persino a letto!
-Beh, cosa c'è di male, in questo?
-Niente. Solo che io se dovevo servire e riverire qualcuno, be', doveva essere qualcuno di speciale. In carriera, bello, addominali scolpiti, brillante...Mentre lui era uno qualunque... Ho sbagliato a sposarlo...Poi dopo quello che mi ha fatto: tradirmi con un'extracomunitaria di vent'anni più giovane! Non lo doveva fare! Be', adesso sta con una del suo livello!
Trascorsero la sera insieme.
Ad una certa ora Giacomo venne fuori dal suo "studio". Aveva una lattina di birra in mano e se la stava scolando con gusto. Calvo al centro della testa con una coroncina di capelli scarmigliati. Alto, allampanato.
-Ciao Giorgia, come va? Che piacere vederti. E Greta, dov'è? Ah, eccola la demonietta...Sta giocando con Marcolino. Non sono due amori? Disse.
Mangiarono qualcosa. Hamburger vegetali (non Giacomo). Mia sorella sì che mi vuole bene, aveva pensato Giorgia. E non aveva dato seguito alle solite battute da avanspettacolo di Giacomo, sulla carne finta e sulle povere lattughe che erano esseri viventi anche esse. Ma poi prese Greta. Abbracciò sua sorella e uscirono. Tornarono a casa in auto. Fuori c'era un traffico neanche si fosse in una situazione normale. Ci si poteva muovere di casa, secondo le recenti disposizioni governative, solo per fare la spesa o acquistare farmaci. Oppure ci si poteva recare a casa di qualche congiunto. Ma fuori c'era il traffico delle grandi occasioni.
Giorgia rincasò con Greta. In viale Monza. Erano le 22,00 circa. Dopo quell'ora sarebbe scattato il coprifuoco. Ma per Giorgia rincasare a quell'ora era stato del tutto casuale.
Mise a letto Greta e si preparò una tisana. Poi dette un'occhiata a Facebook e Whatsapp. Chattò un pò con qualche sua amica e se ne andò a letto. L'indomani si sarebbe dovuta alzare sul presto per andare al lavoro. Solito tran tran quotidiano. Non succedeva niente, nella sua vita. E adesso anche quel niente, LORO, lo volevano ulteriormente imprigionare.
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